Concept

Bethel ci narra di una vita sconvolta da un'esperienza mistica, in cui amore e spiritualità vanno di pari passo.
Un enigmatico sogno che trascina tanto la protagonista quanto l'autrice stessa in un vortice che tende alla scoperta di sé. Una scoperta che trova nell'amore la sua irrinunciabile guida e ispirazione.
Una rivelazione che ci esorta ad assaporare la vita nelle sue componenti più sottili, riscoprendo la profondità e l'unicità dell'uomo.


Interviste

Magazine 'Cinque Colonne':
intervista di Francesca Amore

Blog 'Times Breaks':
intervista di Tommaso Sibilia

Blog 'Il Circolo Fozio':
intervista di Beniamino Malavasi

Portale 'ICrewplay':
intervista di Stefano Buzzi

Presente su Facebook:
intervista di Adelaide Camillo

Blog 'La Penna Sognante':
intervista di Roberta De Tomi

Blog 'Giorni di maggio':
intervista di Massimo Starita

Blog 'Il Salotto letterario':
intervista di Caterina Franciosi

Presente su Facebook:
intervista di Gabriella Nicola

Genesi

Oltre l'Abisso è è un romanzo onirico scritto da Elisabetta Tagliati. E' la fedele trasposizione in testo di un sogno che si è progressivamente dipanato per 3 mesi.

E' ambientato nel periodo dei celti sulle montagne italiane ed ha un profondo risvolto spirituale.

Il romanzo è edito da Pluriversum Edizioni.
Visita la scheda del romanzo.

Il primo capitolo è stato ispirazione di un'Opera Rock.
Illustrazione di Lanfranco (Frillo) Bassi.




Contatti



La Voce di Mantova 09-12-2020
Di Riccardo Lonardi - La Voce di Mantova 09-12-2020

Foto di Mihail Sotir

Recensioni pubblicate

Mondo TV - Il Paradiso dei Lettori: Mattia Cattaneo

Un Cuscino di Parole: Claudia Simonelli

L'Alcova Letteraria: Salvatore Amato

ilcircolofozio.altervista.org: Beniamino Malavasi

Libri e recensioni.com: Angelarosa Weiler

Kalende: Serena Careddu

Noi amanti della lettura: Riccardo Lorenzin

Il Salotto Letterario: Caterina Franciosi

ICrewplay.com: Stefano Buzzi

Il Mondo di Crimy: Cristina Tagliente

Oltre l'Abisso Official Trailer

Acquista su Amazon: libro e ebook

Recensioni

Vincenzo Todesco
(regista, attore, scrittore)

Vivere senza passione è come morire. Ma più lentamente.
Così la scrittrice Elisabetta Tagliati ci avverte: “Oltre l’abisso” è storia di passione, di energia vitale, di coraggio e di scelte estreme, e necessarie. E’ storia di dèi, degli dèi che ci abitano, che ci chiamano e ci sfidano, alla cui voce spesso non rispondiamo.
Entriamo, curiosi e sospesi, nel territorio di Bethel, giovane donna capoclan di una tribù celtica, all’apparenza fuori dal tempo, ma che nella sua essenza innerva da sempre la condizione umana. E la storia si snoda, attraverso vicende magiche e grandiose e private e dolorose e esaltanti, a segnare il percorso di una donna che non arretra di fronte alla necessità interiore di riconoscere se stessa, e di affrontarne le conseguenze anche durissime.
Un viaggio di conoscenza e di scelta, appunto, eterno nella sua essenza.
La vicenda di Bethel e Makena e Vessagh si sviluppa all’interno di potenti immagini dei miti del Nord, e perde così ogni carattere di immediata riconoscibilità “quotidiana” (la moglie, il marito, l’amante) per assurgere a simbolo di forze erotiche che sono la vita stessa sulla terra e che sovrastano di gran tratto i protagonisti umani.
Il sogno e la visione sono gli strumenti della narrazione, e tale scelta aiuta ad entrare in una atmosfera eccitata, estrema, dove la persona viene guidata suo malgrado da forze potenti ed oscure.
Molti sono i colpi di scena, e belle le svolte narrative, e la scrittura è avvolgente, leggermente straniata, in sintonia con l’ambiente evocato.
Un lavoro frutto di un approfondito studio di documenti e di attenta selezione, un lavoro frutto di una adesione profonda ad un mondo di acque, fuoco, natura, pioggia, vento, riti e magie.
Sottotraccia, forse inconsapevolmente, l’universo mitico del grande libro di Frazier, “Il ramo d’oro”.
Un esordio interessante, e ci si augura che la capacità visionaria della scrittrice possa produrre altri frutti narrativi.


Mirca Ferri
(autrice)

"Leggero come una piuma e rigido cone un tronco." Ho sempre pensato a questo vecchio detto pensando al libro di Elisabetta Tagliati. Riesce a farti entrare in un mondo onirico, surreale ma ben dettagliato, al punto di trovarti immersa nella stessa ambientazione. Ma la vicenda non è una favoletta, tutt'altro, ed eccolo il tronco che s'intrappone nella delicatezza della scrittura legggiadra dell' autrice. Non faccio spoiler ma lo consiglio vivamente.


Anna Vaccari
(traduttrice)

Profondo, trascinante, ti trasporta in un mondo lontano e antico dove però l'umanità è sempre la stessa di oggi, con pregi e difetti. Ognuno di noi può riconoscersi in ogni personaggio nelle sue infinite sfaccettature, tutti sono descritti in modo dettagliato e umano, rendendoceli vicini. Impossibile restare indifferenti alle vicende di Bethel e del clan, tanto che alla fine della lettura sembra quasi di essere entrati a far parte di questa grande "famiglia".


Recensioni

Beniamino Malavasi
(autore, ilcircolofozio.altervista.org)

Curiosando in “Rete” si scopre che dal capitolo primo del romanzo de quo, intitolato “Oltre l’abisso. Gioventù”, è stata tratta un’opera rock.
E se si fosse trattato di opera lirica che abbinamento si sarebbe potuto fare con i personaggi creati da Tagliati?
Quanto alla protagonista Bethel, la capoclan dei Tallach, l’associazione potrebbe essere:
“Gelo che ti dà foco e dal tuo foco più gelo prende! / Candida ed oscura! Se libero ti vuol ti fa più servo. / Se per servo t'accetta, ti fa Re!" / Su, straniero, ti sbianca la paura! E ti senti perduto!”
In altre parole: la principessa Turandot (dall’omonima Opera pucciniana).
Il primo compagno di Bethel, Makena, potrebbe essere il Mario Cavaradossi (pure lui pucciniano) che, ormai prossimo alla morte, canta:
“E lucevan le stelle, / Ed olezzava la terra / Stridea l'uscio dell'orto / E un passo sfiorava la rena. / Entrava ella fragrante, / Mi cadea fra la braccia. / O dolci baci, o languide carezze, / Mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli! / Svanì per sempre il sogno mio…”
Ma è Vessagh, deus ex machina della vicenda, a rivestire il ruolo più complesso, costringendo l’immaginazione a combinare vari soggetti: dai fratelli Mime e Alberich, passando per Parsifal (il “puro folle”) – tutti soggetti wagneriani – per finire a colui del quale si disse:
“Il suo nome è Amore”
Ovvero il principe Calaf… (ah Puccini, Puccini!!!)
Accantonando per il momento il mondo del “recitar cantando” per tornare a quello della scrittura, cosa si può dire di “Oltre l’abisso”?
La copertina informa il lettore che, quello che ha di fronte, è un “Romanzo onirico”.
Trattasi di accostamento “forte”: invero, al concetto di “ampio componimento narrativo, fondato su elementi fantastici o avventurosi, su grandi temi sociali o ideologici, sullo studio dei costumi, dei caratteri o dei sentimenti” (“Romanzo” secondo la definizione espressa dal Vocabolario Zingarelli ed. 2000) si somma quello di “relativo o simile ai sogni” (“Onirico”, Vocabolario Zingarelli, cit.).
Ed è proprio così.
Elisabetta Tagliati offre al lettore un libro potente, dove l’Io intimo si pone in continuo conflitto con l’Io esterno, dove l’Io totale è alla ricerca della Via, della Strada, tra Realtà quotidiana e Realtà mistica – gli Dei che “parlano” tramite sogni, anzi, visioni.
È difficile da credere che “Oltre l’abisso” sia opera prima dell’Autrice carpigiana; la ricchezza di linguaggio, la profondità di pensiero, le riflessioni auliche: tutte qualità che il più affermato degli scrittori le invidierebbe.
D’altra parte già il titolo del libro si rivela profetico: che cos’è l’”Abisso” se non il “noi stessi”, la nostra anima, la nostra mente, i nostri sentimenti? Ed ecco che Tagliati va “oltre” ciò, scandagliando il “dopo”, il sempre più profondo. E lo fa offrendo al lettore modelli diversi, scomodi, tormentati, secolari e credenti – Bethel, Makena e Vessegh – di abisso, di profondità, di esistenza. Modelli chiamati a confrontarsi fra loro e con la loro discendenza, nel bene e nel male, senza esclusione di colpi, senza che nessuno risulti pieno e unico vincitore (l’“Amore”?).
“Oltre l’abisso” va affrontato con calma, ponderando parola dopo parola. È l’esempio di testo nel quale il ritmo narrativo non può, non deve fungere da elemento valutativo dell’opera, proprio perché ciò che conta non è la velocità di lettura ma l’introspezione, l’interrogarsi.
“Vivere senza passione è come morire.
Ma più lentamente.”

Si legge nell’esergo; e di passione “Oltre l’abisso” è ricco, anzi, ricchissimo.
E dire che tutto ha inizio causa un sogno, anzi, una visione.
Buona lettura.

Recensioni

Angelarosa Weiler
(autrice, Libri e recensioni.com)

Una lettura che ha suscitato in me emozioni potentissime ad ogni pagina. Sotto le vesti dei personaggi, descritti con cura e con affetto, Io ed Es si confrontano tra loro continuamente. La vita materiale, intrisa del dualismo che esige la compresenza di gioia e dolore, avversione ed attaccamento, bene e male, si misura con la vita spirituale, la sua totalità, il confluire nel Tutto. L’abisso oltre il quale i protagonisti, il druido Vessagh e la capoclan Bethel, sono chiamati ad andare è quello edificato dal sé che ogni creatura vivente si illude di possedere mentre dimora nella dimensione terrena. Il salto simbolico è la riunione degli opposti nell’unità dell’Amore, fonte della Vita. Un’unione imperitura, inscindibile, che non conosce i limiti del tempo e dello spazio. Un abbraccio idilliaco, arduo da concretizzare entro i limiti della materia, ove imperano il personalismo, il giudizio, le regole, le barricate. Tutto ciò di cui facciamo esperienza nella vita sulla terra implica in qualche modo una separazione, ad iniziare dalla distinzione tra il sé ed il mondo oggettuale. Oltre l’abisso, per chi ha il coraggio di affrontarlo, superando la paura del tormento, c’è la ricompensa fornita dall’annullamento di ogni forma di scissione. E’ una realizzazione mistica, liberatrice, ristoratrice, che dona la conoscenza dell’estrema semplicità e profondità della natura del Cosmo.
La trama è estremamente avvincente e, pur nella sua complessità, è strutturata in modo estremamente organico e chiaramente comprensibile dall’inizio alla fine. Situazioni conflittuali, avventurose, drammatiche e laceranti si mescolano con parentesi di amore, passione, devozione e contemplazione estatica. Il tutto inserito in un contesto epico in cui la natura è rispettata come una madre generosa e protettrice. Protagonisti sono i Celti, la loro cultura, la loro religione, le loro usanze, la loro Storia consumata sulle rive del Lago di Garda. Ciò che rende speciale questo racconto, accompagnato da ammalianti descrizioni del paesaggio in cui si collocano le vicende, è la profondità delle emozioni che lo permeano e che coinvolgono il lettore, inducendolo a ripetute riflessioni e ad un lavoro di scavo in quella grande miniera che è la propria interiorità. La postfazione contiene interessanti ragguagli sulla presenza celtica nel territorio gardesano e bresciano, nonché accurate descrizioni dei costumi, dei rituali e dei simboli appartenenti a quel popolo.
La penna di Elisabetta Tagliati ha la capacità di far vibrare le corde dell’anima di chi scorre il suo scritto. Lo stile è ricco ed elaborato, ma al tempo stesso fluido, melodioso e chiaramente comprensibile. L’autrice ha definito questo romanzo con il termine “onirico” ed in effetti, dopo averlo letto, mi sento di affermare che sia l’etichetta “romanzo storico”, sia la sua collocazione nel genere “Fantasy” sarebbero troppo riduttive per un’opera letteraria così toccante, vivida ed espressiva. L’auspicio è quello che altre ispirazioni giungano dal profondo per poter dare un seguito a questo racconto.
Genere: Romanzo Onirico
Valutazione personale: Cinque Stelle

Nacho Perez
(Da Ibs)
Un Fantasy con la F maiuscola questo della Tagliati, e si capiscono le motivazioni, se in copertina c'è scritto: Romanzo onirico e non Fantasy. Perché con questo libro si balza direttamente dal ventre caldo del sogno a una storia ricca di significati, simboli e spiritualità. Infatti, il sogno è il messaggero della protagonista, il sogno non svela; avvisa, non forgia per l'avventura, ma ne da coscienza per affrontarla: così comincia il viaggio tra le montagne, che da scenario diventano parte integrante della storia. Un libro interessante, avvincente e che si legge tutto d'un fiato, nonostante la stazza dell'opera. Credo che questo, anche se si può tranquillamente definire un libro adatto a tutti, potrebbe essere una lettura molto importante per i giovani, poiché è ricco d'insegnamenti senza vestire dell'austerità del precettore, ma donandoli attraverso una storia appagante e coinvolgente.

Intervista a Cammarata Web TV con Perry Magnani

Intervista con Giuseppe Mancusi - ABC Radio

Recensioni

Serena Careddu
(autrice, leggi da Kalende)

Un libro meraviglioso
Una scrittura decisa, quella di Elisabetta Tagliati, una penna a inchiostro vivo che defluisce in ampie e colorite espressioni, sempre dettagliate e a tratti poetiche, in cui si concentrano le diverse e articolate tematiche dell’opera. Stiamo parlando di OLTRE L’ABISSO, un romanzo pubblicato nella primavera del 2020 e giunto adesso alla quarta edizione.
Nonostante sia classificato come “onirico”, il testo apre scenari e personaggi realistici, con incursioni nella mitologia celtica che penetra nell’anima e conduce all’incontro di una storia ancora per tanti versi indecifrabile, comunque misteriosa. La fantasia dell’autrice sconfina… va oltre le vicissitudini dei celti, si carica del fascino esoterico e produce protagonisti convincenti che consumano tragedie ed emozioni di cui il mondo odierno non si è mai scollato.
Tali osservazioni offrono gli elementi necessari per considerare l’opera un romanzo non catalogabile nell’unicità stringente di un genere. Men che mai quello fantastico, come apparentemente sembrerebbe dalle ambientazioni e dalla suggestiva cover di Lanfranco Bassi (Frillo).
Le pagine sin dalle prime batture catapultano il lettore tra i fiumi e le strade ben delineate in abitazioni ricoperte da argilla e gesso. Siamo in una civiltà rituale dove domina una religiosità politeista. Si osservano i mortali in un luogo – forse – vicino al cielo, mai sazi della consapevolezza di gestirne le menti e, di conseguenza, le vite.
Elisabetta non si limita a “descrivere Bethel”… la cui dicitura ricorda molto il nome dell’autrice; il personaggio irrompe in tutta la sua dinamica avventura fino a incarnarla e sentirla agitarsi in tutti i turpi pensieri, trascinando la narrazione nei meandri di fin troppo evidenti riferimenti biografici. Conosciamo così un’adolescente ancora bambina per sopportare il lutto causato dalla perdita dei genitori e troppo donna per sottrarsi al ruolo di capo-clan che gli stessi le hanno conferito. La determinazione tipica della giovinezza e l’amore che la ragazza nutre verso il proprio popolo vengono supportate dalla presenza di Makena, una personalità a tratti estrosa, non individualista, suo amico d’infanzia con il quale la protagonista intreccia una relazione non benedetta dagli dèi e appena tollerata dalla gente, intensa e di certo fuori dal comune ma sempre ancorata ai valori della società. Makena è diverso dai suoi simili: terreno e con un basso tono spirituale, s’impegna per i diritti della comunità e non s’interroga sulla volontà degli dèi. È il primo vero ribelle, si muove con un temperamento pacifista rammentando vagamente il frizzante vento del Sessantotto che ha mutato drasticamente il corso del Novecento.
La giovane se ne innamora ma, a mio avviso, l’autrice si appropria di una metafora per rispolverare un lato ancestrale occultato dalle convinzioni comuni. In altre parole, il sentimento che lega Bethel a Makena è di natura paterna, in quanto protettivo piuttosto che passionale come lo sarà per il druido Vessagh.








Le diverse sfaccettature dell’amore vengono espresse dalla penna musicale della scrittrice in un susseguirsi di idee e riflessioni che la giovane protagonista lascia scorrere nella propria mente in una sorta di resa della carne, incontrando infine paradiso e inferno in contesti aberranti e, appunto, onirici.
Il vero amore è passione. Ma non solo. L’amore non conosce routine e matura nel mistero.
La capo-clan spezza il suo cuore e lo divide tra Makena e Vessagh, che verranno colti da gelosie e desiderio di possesso, portando la donna ancora una volta a interrogarsi sul tutto e sul nulla, fino a convincersi che forse la volontà divina è solo immaginazione e la realtà viene determinata dalle proprie convinzioni. Nonostante le circostanze, sempre e comunque di natura sentimentale, passionale e mistica, Bethel finirà per maritarsi con il sacerdote celtico; in alcuni passaggi non si distinguerà chi fra i due uomini sia il marito e chi ricopre il ruolo di amante.
Sacrifici, punizioni, isolamenti accompagneranno Bethel durante la crescita trasformandola in una vedova che ha assistito all’evoluzione della stupidità umana, di come essa possa annullare il valore di una vita in virtù dell’orgoglio e del sentimento di prevaricazione. Significativi i contrasti con i figli.
Bethel ormai stanca e quasi anziana non riesce a frenarne la ribellione e il delirio di onnipotenza che, in una sorta di eredità genetica, essi hanno ricevuto nel proprio plasma.
Amore, speranza, rassegnazione e dolore combattono fino all’ultima riga del romanzo che la Nostra scalfisce con estrema eleganza e femminilità.
Oltre l’abisso racchiude tra le pagine le fragilità e il coraggio delle donne che, tra il peccato e la sacralità, incespicando nei ruoli sociali, riusciranno pur sempre ad allattate e allevare grandi uomini.
Poi c’è una poderosa documentazione e un perspicace lavoro di ricerca, necessari per tratteggiare con maestria il carattere e la fisionomia dei protagonisti, nonché, soprattutto, le ambientazioni che fanno da colonna sonora alle peripezie dei personaggi. Anche per questo, ma non solo per questo, vale la pena di leggere il libro di Elisabetta Tagliati che ha, indubbiamente, le doti e l’audacia per diventare una grande scrittrice. E non solo nei sogni…


Recensioni

Marzia Martin
(lettrice)

L'autrice di “Oltre l'abisso” ci riferisce che il suo romanzo è il racconto di una sequenza di sogni, bellissimi, di quelli che non sai spiegare o interpretare ma che la rendono protagonista della storia in prima persona. Molto brava nel ricordare i fatti e altrettanto capace di unire il tutto in un racconto dall'atmosfera quasi magica grazie alle sue capacità di artista.
Il racconto è un misto di enigmi, misteri e simboli, amore terreno e spirituale, l'unione già stabilita e voluta dagli Dei, una relazione umana e semplice contro una relazione celata nello spazio e nel tempo, sospesa nel tempo, fuori dalla realtà, tra sogno e realtà. Il mistero della forza immane della Natura e la forza degli Dei.
Usa descrizioni molto dettagliate sia fisiche che caratteriali dei personaggi che te li fanno mmaginare concretamente davanti a te e altrettanto dettagliate le descrizioni dei luoghi che proiettano il lettore nello spazio e nel tempo dei personaggi. Sembra di essere presenti e di vivere il racconto, nascosti in un angolo pronti per vedere e per osservare tutto quello che succede.
Molto realistica e estremamente accurata la descrizione dei sentimenti e dei pensieri più intimi della protagonista e dei suoi due amori tanto da far sembrare tutto vero.
Uno scontro continuo, espresso in un turbinio di parole, tra conscio e inconscio che trascina la mente di chiunque legge ad una accurata analisi dei propri pensieri e sentimenti.
Personalmente adoro i punti nei quali la protagonista dialoga con la Natura immergendosi completamente in Essa e affidandosi corpo ed anima diventano un tutt'uno, un unica immensa forza.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro per meditare nella Natura e nello stesso tempo entrare all'interno di noi stessi, in questo mondo caotico che ci trascina una pausa di riflessione può solo far bene.



Recensioni

Riccardo Lorenzin
(Blogger, Noi amanti della lettura)

Bene, eccomi qui a parlare del primo libro recensito: "Oltre l'abisso" di Elisabetta Tagliati.
Oltre l'abisso ci porta in un tempo lontano, quasi arcaico, fatto di Druidi, clan e guerrieri. Personalmente adoro i romanzi a sfondo storico con qualche sfaccettatura di fantasy, e questo lo centra in pieno.
L'autrice descrive dettagliatamente il pensiero della sua protagonista assoluta che è Bethel, la quale ci trasporta proprio nel suo animo facendoci vivere, pensare, gioire, soffrire e avere timore con lei.
La fanciulla ci fa ripercorrere, in un modo quasi sovrannaturale, la narrazione degli eventi, che a tal proposito solo per un mio gusto personale avrei preferito più dialoghi e meno narrazione in alcuni casi, ma la scelte dell'autrice sono insindicabili quindi mi sono adattato al modo di narrazione. La vediamo divisa tra due amori: Makena il suo amico guerriero e Vassagh il druido per il quale prova una sorta d'amore misto a soggezione. Credo che questa frase descriva bene ciò che lei prova: "Le sue mani mi trasmettevano il suo bruciante calore e quel contatto bastava ad allontanarmi dalla coerenza. Armato di quel sorriso davvero nulla sarebbe stato più impossibile per lui."
Un'altro pensiero di Bethel riguardo Vassagh è: "Sembrava impossibile che nel druido incontrato poche ore prima potesse esistere un'indole così semplice, umana, sublime e indifesa."
All'inizio ho sul serio faticato a capire se Vassagh fosse il cattivo o no e se lei ne fosse davvero innamorata o avesse deciso di concedersi al druido Vassagh per compiacere gli dei. Nel corso del romanzo Makena manifesterà più volte la sua gelosia, ma anche la sua protezione nei confronti di Bethel e di suo figlio.
Credo che Makena sia il personaggio che più mi è piaciuto, colui che ama senza riserve. L'autrice riesce a risaltare bene i caratteri di ognuno e soprattutto a descrivere gli ambienti che li circondano. Bethel non avrà una situazione facile neanche con Duana, sua figlia, però mi fermo, non vado avanti con gli spoiler. Trovo che il romanzo abbia un'aurea speciale e penso che gli appassionati di serie tv come Britannia lo possano adorare.
A questo romanzo do ⭐⭐⭐⭐ e faccio i complimenti a Elisabetta Tagliati.
Lo troverete sia in formato cartaceo che ebook
Editore : Pluriversum; New edizione (10 marzo 2020)
Disponibile su: Amazon, Ibs, Feltrinelli, Mondadori...


Elettra Grazia Cormaci
(autrice)

Ho letto il romanzo di genere onirico, “Oltre l’abisso” di Elisabetta Tagliati, e l’ho trovato magistralmente orchestrato; i luoghi, come i personaggi, sono descritti in maniera quasi da renderli reali. Ma si sa, tra sogno e realtà il confine è minimo. Tutte le sfaccettature dell’amore rivivono nelle pagine di questo libro. Un amore a volte tronfio, a volte misero, che ti fa sognare, che ti fa cadere e poi rialzare. Un amore senza discriminazioni che logora, che brucia l’anima di chi lo legge. Un amore che viaggia tra le stelle a 360° e a volte rischia di cadere ma per rialzarsi subito dopo.
Un amore che scava dentro l’Io dell’essere umano tra aspetti della vita che cambiano di continuo, tra melanconiche e maledette fatalità di un impossibile raggiungimento della tranquillità di due cuori, quelli dei protagonisti, che si rincorrono si cercano per trovare infine la vera felicità.

Recensioni

Adelaide Camillo
(autrice)

Eccoci ad analizzare "Oltre l'abisso" di Elisabetta Tagliati, edito Pluriversum Edizioni. "Oltre"... termine intorno al quale gira il romanzo.
"Oltre" il semplice stile di scrittura.
Eh si! Perché appena apri il libro, non puoi non apprezzare lo stile elegante e morbido di una scrittrice che pur essendo al suo esordio ci delizia con un testo raffinato e leggero allo stesso tempo.
"Oltre"... Il genere del romanzo, che risulta essere limitativo definire fantasy, dal momento che ogni pagina letta evoca qualcosa di indefinito e magico, sembra quasi che leggendo si danzi su una musica capace di portarti con la testa ed il cuore dentro la storia, facendoti vivere una magica avventura che tocca temi spirituali (di cui avremmo necessità di sentire sulla nostra pelle).
"Oltre"... la semplice storia d'amore che non si limita ad un semplice desiderio fisico o sentimentale, ma che va nelle profonde viscere dell'essere umano, toccando abissi di un mare ricco di tesori, quale può essere l'anima, il cuore, la ragione, l'impulso... il vivere semplicemente nel pieno dell'essenza così com'è.
Risulta evidente l'esperienza di cantante lirica della nostra autrice Elisabetta Tagliati (di cui spero leggere quanto prima un altro lavoro). Si legge "Oltre l'abisso " e si respira fra le pagine aria di dramma teatrale. "Oltre"... alla semplice trama ricca di colpi di scena dal finale per niente scontato... "Oltre l'Abisso " è molto di più... è una storia senza tempo che ruba alla mente i grigiore dei pensieri e colora di luci magiche ogni tua singola emozione.
"VIVERE SENZA PASSIONE E’ COME MORIRE..MA PIU’ LENTAMENTE"... Questo dice la nostra autrice, lei che di passione vive e ci insegna a non dimenticare la nostra con un libro difficile da dimenticare dopo averlo letto... complimenti ad Elisabetta Tagliati.




Foto di Paolo Dotto

Recensioni

Caterina Franciosi
(critico, Blog Il Salotto Letterario)

Si avvicinava la ricorrenza di Lughnasadh: quattro piccole tribù celtiche situate tra le colline avevano deciso di riunirsi per l'occasione. Scelsero un luogo che le accomunasse in quanto parte dei loro confini e che, per la sua grande energia, si rivelasse propizio all'incontro e alle celebrazioni. Si trattava di uno spiazzo erboso a picco sull'acqua, un panorama speciale per quelle zone; nei lunghi tramonti estivi faceva sentire vicini agli Dei. Questi, anche quell'anno, dal cielo benedirono le famiglie con un raccolto abbondante.
Primo agosto, Lughnasadh: la festa del dio Lugh. La festa del raccolto.
Un evento ricorrente, ma che questa volta è destinato a cambiare per sempre la vita di Bethel, capoclan celta. Durante la celebrazione, gli Dei inviano a Bethel visioni strane visioni, rivelatrici di un'antica profezia. La ragazza tenta di sottrarsi al suo Destino ma, nel tentativo di sfuggirvi, come spesso accade finisce inesorabilmente per rimanerne vittima. E con lei anche Makena, il suo compagno di vita, e Vessagh, l'oscuro Druido che la reclama.

"Oltre l'Abisso" di Elisabetta Tagliati è un romanzo ambientato in un lontano passato, in un'Italia ancora celtica, in cui la realtà si fonde con il sogno e in cui le anime dei protagonisti sfuggono alla dimensione terrena per riunirsi con quella divina.
Il romanzo è contraddistinto da una grande ricchezza di simboli e metafore, ma anche da un senso di "dualismo" costante: l'amore fisico di Bethel per Makena il guerriero e quello spirituale per Vessagh il Druido, l'aspetto femminile e maschile del Divino (il Dio e la Dea), vita e morte, odio e amore, gioia e dolore, onirico e tangibile. Elisabetta Tagliati fa danzare i lettori su questo filo sottile, conducendoli in un viaggio all'interno di loro stessi e degli angoli più reconditi del loro animo.

Il volume ripercorre inoltre le tappe della vita umana: insieme a Bethel, i lettori affronteranno la gioventù iniziale, per poi passare allo stato dell'adolescenza, fino a raggiungere l'età adulta e la vecchiaia. Con uno stile poetico e delicato e attraverso lunghe sequenze riflessive e descrittive, Elisabetta Tagliati rievoca un mondo lontano e suggestivo, un mondo fatto di rituali e celebrazioni legati ai cicli della natura e del raccolto. Il suo romanzo è impregnato di un forte senso di misticismo e di mistero, in cui i contorni di ciò che appare come reale risultano sfumati e tendenti a qualcosa di "oltre".
"Oltre l'Abisso" è infatti il luogo dove l'autrice vuole condurre i lettori: oltre lo sperone di roccia che Bethel affronta nel romanzo ma anche oltre il nostro personale "abisso" interiore.
Un romanzo che ricorda le atmosfere della terra di Avalon, quello di Elisabetta Tagliati, permeato da un profondo senso di sacralità e mistero. In "Oltre l'Abisso", tutto sembra rallentare e acquistare un ritmo proprio: il ritmo più primitivo della Natura stessa, in cui il sogno diventa realtà e in cui avremo modo di esplorare gli anfratti più reconditi della nostra mente e delle nostre emozioni.

Intervista al FEntasy con Lisa Lambertini

Intervista con Sandro Salidu - Viva Radio

Recensioni

Stefano Buzzi
(autore, ICrewplay.com)

Un romanzo onirico che profuma d'amore
Oltre l’abisso è un romanzo che merita di essere letto. Letto con un approccio al bello, all’amore e a tutto ciò che lo circonda, all’innaturale e all’estetica. Un romanzo che in molti suoi aspetti e in molti suoi pensieri mette il lettore davanti allo specchio e lo invita a riflettere sui sentimenti, sul capirli davvero senza tradirsi e senza prendersi in giro.

Vorrei partire dalla fine, dalle ultime pagine di Oltre l’abisso, il romanzo di Elisabetta Tagliati uscito nel 2020 con una nuova edizione, per andare dritto al dunque del mio lungo percorso di lettura che mi ha legato e tenuto stretto alle vicende di Bethel, Vessagh e Makena, i protagonisti, per due mesi abbondanti.
Dalla fine perché ho molto apprezzato la scelta dell’autrice di aggiungere, dopo la chiusura del romanzo, delle pagine in cui, dimostrando piena sintonia con il lettore, racconta la nascita di tutta la storia, identifica i luoghi reali in cui essa si sviluppa creando così un commiato dal libro piacevole. È stato come, secondo la mia esperienza, stringerle la mano per ringraziarla delle tante ore spese insieme tra le pagine del suo libro. Chissà che questa sensazione non possa essere reciproca, e anche per l’autrice, non sia valsa questa idea del salutarsi con gratitudine e riconoscenza.

Cristina Tagliente
(autrice, blog Il Mondo di Crimy)

E’ indubbio che in questi anni stiamo vivendo una riscoperta dell’antica cultura nordica: vichinghi, sassoni, re di fantasia ricoperti di pellicce,… e ovviamente celti. Proprio pochi giorni fa, il 1° febbraio, si è celebrato Imbolc, l’inizio della primavera secondo i celti: la vera rinascita dopo il rigido inverno che si palesa con l’allungarsi delle giornate. Così ho pensato: perchè non leggere un romanzo ambientato in questa epoca remota?
Mi sono lasciata ispirare e la mia scelta è ricaduta su “Oltre l’Abisso” di Elisabetta Tagliati.
Difficile, forse inutile, riassumere in poche righe questo libro: tutto l’intreccio è permeato da emozioni turbinanti che ti afferrano trascinandoti in prima persona in un mondo dove la spiritualità, l’amore e la responsabilità sono i valori più cari.
Già l’epigrafe la dice lunga: “Vivere senza passione è come morire, ma più lentamente.”
Dietro “Oltre l’Abisso” si nasconde anche un mistero: è la fedele trascrizione di un sogno ricevuto dall’autrice. In quanto tale presenta numerosi livelli di lettura ed è intriso di simboli antichi legati alla natura, la quale è importante quanto i personaggi nella vicenda.
La vita della Capoclan Bethel viene rivoluzionata da una profezia che si realizza tramite inaspettate visioni. Impossibile non innamorarsi dell’affascinante druido dall’animo oscuro: Vessagh, e non empatizzare per il valoroso rivale: Makena. Ma il resto lo lascio scoprire a voi. Buona lettura!



Stefano Buzzi

OLTRE L’ABISSO: RECENSIONE
Ovviamente Oltre l’abisso non si riduce a quella postilla che tanto mi ha entusiasmato, ma, nelle sue più di trecento pagine, è un romanzo caratterizzato da una storia sostanziosa che si regge sul grande tema dell’amore. L’amore che condiziona la vita, anzi, in questo caso più vite, e che spinge l’anima a elevarsi fino a raggiungere il vertice delle possibilità umane, del benessere e della simbiosi con la terra, con la natura.
Sì perché l’ambientazione e la caratterizzazione hanno un deciso sapore mistico: personaggi celtici, druidi, pratiche oniriche, clan, feste e rituali che trascinano il lettore in un mondo che va oltre la dimensione corporea e si incaglia sui sentimenti veri. Oltre l’abisso sfonda le porte del cuore e tira dritto all’anima.
La Tagliati dichiara che il primo capitolo, quello che da il via a tutta la vicenda, è nato da un sogno realmente fatto, e questo mi affascina in modo particolare. Vuoi per l’entità stessa del sogno, che messo al confronto dei miei appare come un capolavoro da premio Oscar, vuoi anche per la capacità dell’autrice di trasformarlo in un racconto ben scritto che assolutamente coinvolge il lettore dall’inizio alla fine.
In effetti il primo capitolo di Oltre l’abisso appare come un buonissimo racconto, che ha un inizio e una fine, in cui si sviluppano tutti gli elementi necessari di questa tecnica di scrittura: un incipit, uno svolgimento, qualcosa che accade e che lascia il lettore in bilico e un gradito colpo di scena finale, che in realtà, pur sembrando autoconclusivo, è quello che apre le finestre a tutto il romanzo che verrà. Brava.
Mi ha lasciato a bocca aperta la minuziosità delle descrizioni, in particolare l’arrovellarsi tra le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo dei personaggi, e questo, rende ancora più giustizia all’autrice per la sua destrezza nel trasformare in parole un sogno fatto. Però, e qui chiedo perdono all’autrice per la mia sensazione che scredita il complimento appena fatto, forse è proprio questa descrizione maniacale che rischia di essere allo stesso tempo il pregio e il difetto del romanzo. Mi spiego: Oltre l’abisso è molto ben scritto. Dimostra ampiamente le abilità tecniche della Tagliati, ma allo stesso tempo risulta molto arcaico. La lettura necessita di una concentrazione particolare, se davvero si vogliono vivere le esperienze dei protagonisti, e spesso, è come se la penna dell’autrice si specchiasse nella sua capacità. Per farla breve io avrei filtrato un po’ le parole, come si fa con la spremuta nel colino quando non si vogliono sentire i pezzettini del frutto sotto i denti.
Ribadisco che è solo un mio parere personale, frutto del mio gusto più essenziale, per altro consapevole del fatto che probabilmente, il genere il cui è inserito questo romanzo, richiede un linguaggio così pieno di merletti e ricami.



Stefano Buzzi

OLTRE L’ABISSO: RIFLESSIONI
Essendo questa una recensione, caro iCrewer, ti invito a curiosare la trama nella segnalazione che già abbiamo fatto in precedenza, e mi prendo ancora qualche riga per condividere con te, e con l’autrice che non vedo l’ora di intervistare, le sensazioni e le riflessioni che mi hanno travolto durante la lettura.
Come detto, il tema portante di Oltre l’abisso è l’amore, il nocciolo di tutta lo storia, spogliata dell’ambientazione celtica è come i sentimenti condizionano la nostra vita.
In particolare mi ha molto colpito, facendo tornare alla mia mente esperienze del passato, come la protagonista, Bethel, sia in grado di vivere una storia d’amore di quelle che in molti di noi sognano e idealizzano, con il druido, e allo stesso tempo provare un amore pulito e vero per l’altro uomo terreno della sua vita. Non voglio assolutamente finire nello spoiler, ma la domanda che mi sono posto più volte è stata: si possono amare due persone contemporaneamente? O è semplicemente il senso di colpa per il dolore causato a chi ci ama una volta che lo lasciamo, a spingerci a sentire ancora affetti speciali per lui?
Domande difficili, che come detto mi han fatto tornare indietro nel tempo di tanti anni, a quando il mio percorso mi ha messo in una condizione simile. Questa empatia, questa possibilità di riconoscersi nei personaggi è chiaramente merito dell’autrice e va tutta a favore del suo lavoro, sulla strada che porta al giudizio finale positivo.

CONCLUSIONE
Quindi, in attesa di poter condividere con la Tagliati queste riflessioni su Oltre l’abisso e sulla vita in generale, non posso che confermare che questo romanzo merita di essere letto. Letto con un approccio al bello, all’amore e a tutto ciò che lo circonda, all’innaturale e all’estetica. Un romanzo che in molti suoi aspetti e in molti suoi pensieri mette il lettore davanti allo specchio e lo invita a riflettere sui sentimenti, sul capirli davvero senza tradirsi e senza prendersi in giro.
Forse una lettura più adatta al pubblico femminile, anche se confido nel fatto che un parere maschile, in questo caso il mio, possa essere ben accettato da autrice e lettore.

P.S, per chi lo avesse letto: io sto con Makena tutta la vita!

Intervista a Lucca Città di Carta - Pluriversum Edizioni

Promozione Natalizia - Scrittrici del Castello di Gusciola

Recensioni

Salvatore Amato
(autore, Alcova Letteraria)

Oltre l’abisso di Elisabetta Tagliati, edito per i tipi di Pluriversum Edizioni, è un romanzo fantasy, altamente onirico e spirituale.
La protagonista Bethel, capoclan celta, ci porta a spasso per i monti, le creste e gli spuntoni, come Caterina Percoto nei suoi scenari montanari.
Un carattere forte, delle responsabilità collettive e delle visioni che chiedono un’investigazione dell’anima, affinché si possa apprendere il proprio Io, sono gli elementi che effluiscono nella narrazione e trasportano il lettore con un dolce vento in poppa, che riscalda l’anima e propone dubbi anche al più probo degli uomini.
L’autrice attraverso leggende, sogni, premonizioni, clan e druidi, snocciola, pian pianino, tutte le tematiche che abbracciano l’esistenza e martoriano l’umanità.

Le domande si fanno endemiche, vive, pulsanti e sanno anche accarezzare qualche volta, ma la maggior parte del tempo mordono e se non ci sono risposte, un gelo di quelli che rizza tutta la peluria degli arti ti abbraccia; ed è una morsa che toglie il fiato e ci spinge a cercare ossigeno in apnea, senza bombole, maschere, pinne e muta, ma nudi al cospetto degli Dei, affinché giunga l’illuminazione, si avveri la profezia e la leggenda si divini in storia, così noi evocheremo Bethel e Vesagh che guida e ama, guardiano e pellegrino.
Un picco di roccia selvaggia che ha guardato mutare il mondo e gli uomini, imperturbabile, statico al tempo, ostinato e poi arrendevole alle intemperie, ammirerà ancora una volta l’audacia umana e si renderà conto di cosa questi bipedi sono disposti a fare pur di trovare delle risposte.
Così, si salta dal pendio, bungee jumping senza elastico, a chiodo: in picchiata verso quel lago che ammicca dall’alto, per uscirne illesi e… Niente spoiler: solo la lettura potrà rispondervi!
Il cuore è conteso tra il guerriero e il druido, un’altalena costante tra carne e spirito, sogno e realtà, Dio e Dea, simboli e metafore.
Nel sottotesto c’è una rete fitta di significati importanti, quesiti e condizioni dell’umanità e, nonostante la remota ambientazione, anche di problematiche attuali della società che, man mano che emergono, donano al lettore un’attenta e profonda riflessione che va ben oltre la lettura fantastica.
Nel romanzo della Tagliati il sogno brama di avere un corpo, così l’autrice lo proietta in una fatamorgana per farlo andare a spasso con la realtà, camuffato, mimetizzato, dalle prospettive variabili a seconda delle focali e infine fuso insieme, tanto che l’uno porta le sembianze dell’altro, per danzare liberi e poi impavidi cercare se stessi.
La natura è arcigna, mutevole, oggi sorride e domani è un altro giorno, ed è questa natura che detta i tempi della lettura, trasformandosi da sfondo a parte integrante della storia. All’appello del registro narrativo, la magia, il mistico e il sacro rispondono: «Presente!», mentre l’onirico siede in cattedra e stride il gesso sulla lavagna, fino a lasciare tra le pagine la testimonianza di una nebulosa di passioni, affetti e sentimenti. Così, il nostro abisso interiore satura tutto il resto, sfuma, graffia e mistifica: ci vuole coraggio e temerarietà per abbandonare il regno di Abbadon e risalire in superfice, ritrovandoci persone nuove e più consapevoli.
A noi non resta che complimentarci con Elisabetta Tagliati per il suo “Oltre l’abisso” e augurarvi buona lettura, sempre tenendo a mente ciò che c’è scritto all’inizio del libro: vivere senza passione è come morire, ma più lentamente.


Recensioni

Claudia Simonelli
(autrice, Un Cuscino di Parole)

Inizierò questa recensione dicendo che ho adorato questo libro e consigliandone la lettura a tutti, proprio tutti e non solo coloro che prediligono il genere Fantasy, poiché questo libro non è solo un volo pindarico di fantasia, ma nasconde tra le sue pagine molto di più.
La vita della capoclan Bethel è destinata a stravolgersi per colpa di un sogno e di alcune visioni che celano una profezia. Perciò, comincia un viaggio spirituale per ritrovare se stessa, cosa che capiterà anche al lettore, almeno per me è stato così.
La spiritualità è fondamentale per abbandonarsi del tutto alla lettura di questo straordinario libro, senza di questa non si può capire Bethel, non si può fare il tifo per Vessagh, o Makena. No, senza spiritualità siamo vuoti, infecondi e di conseguenza non potremo carpire la forza indomita che anima la protagonista.
Attraverso il suo romanzo, Elisabetta Tagliati, scrittrice, musicista e cantoterapista, scandaglia l’animo umano e ce ne fornisce una monografia dettagliata, una mappatura della coscienza intrecciata all’intrinseca forza di rialzarsi e combattere; così, se Iddio non ci ha fornito di un libretto d’istruzioni per le nostre emozioni, passioni e paure, Elisabetta Tagliati riesce, almeno, ad inquadrarle e, grazie a un acume concesso a poche penne contemporanee, anche ad analizzarle insieme al lettore.
Un poderoso velo di mistero è destinato ad essere ottenebrato da un forte olezzo di sacralità, la profezia si deve compiere e ogni tassello troverà l’incastro a cui è predestinato.
La penna dell’autrice sa mettersi a disposizione della prosa, perciò essere anfetaminica nelle scene dove domina l’azione, per poi indossare un tono più dolce, accogliente, persuasivo, elegante e raffinato nelle parti in cui dobbiamo rallentare la velocità di lettura e ponderare, insieme alla protagonista e talvolta anche con la stessa autrice.
Sarà difficile per ogni lettore non trovare empatia per questi personaggi, vividi, modellati con cura, floridi e sinuosi sotto svariati aspetti. Costoro sanno prendere una distanza notevole da tutti quegli altri personaggi, che ormai popolano sempre di più la letteratura fantastica: stereotipati e così spigolosi che sembrano tagliati con l’accetta.
Sogno, natura, amore, sfide e lealtà sono tutti ingredienti che trovano un dolce connubio nel calderone narrativo e ci regalano quest’opera che merita assolutamente di essere letta e apprezzata.
Dopo aver letto il libro, ho ascoltato anche la canzone rock, eseguita sull’orma del primo capitolo dell’opera dal compositore Perry Magnani e dalla stessa autrice, e ho trovato anche questa molto interessante e ben eseguita. Consiglio di ascoltarla in associazione alla lettura.

Tommaso Landini
(blogger, Con il naso tra i libri)

Oltre l'abisso si presenta come un romanzo fantasy: in realtà, ad una prima lettura, sembra più qualcosa a metà tra il romanzo di formazione e il romanzo rosa.
Larga parte del libro, infatti, è dedicata a descrivere la storia, anzi le storie, d'amore, e a delineare i mutamenti interiori e di vita della protagonista, Bethel.
Più di questo, però, il problema di questo lavoro è un altro: le frequenti riflessioni filosofiche presenti lungo le pagine appesantiscono la narrazione, rendendo difficile in diversi punti andare avanti con scioltezza.
In realtà, Oltre l'abisso presenta alcuni punti di interesse: l'approfondimento delle dinamiche psicologiche dei personaggi, e l'opportunità che dà di conoscere vari aspetti della cultura celtica. Il finale, poi, è sorprendente, romantico e struggente al punto giusto.
"Oltre l'abisso", insomma, è un piccolo fiore che, per poter sbocciare appieno avrebbe bisogno di essere potato e sfoltito.

Ho fatto un sogno - GMRS Production di Giovanna Marchetti